L’attività di stewarding - da cui ne consegue la professione di steward - è stata introdotta nell’ordinamento giuridico italiano su impulso dell’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive, rappresenta uno dei pilastri fondamentali delle moderne strategie per la sicurezza degli stadi.
L’esperienza ormai pluriennale dei servizi di stewarding ha infatti confermato la politica vincente di “smilitarizzazione” delle strutture sportive, seguendo un approcio metodologico, condiviso a livello internazionale, in cui la responsabilità della sicurezza all’interno degli impianti è affidata all’organizzazione dell’evento.

Il servizio di stewarding è previsto per le gare che si disputano in impianti con capienza superiore ai 7.500 spettatori oppure di capienza inferiore dove si svolgono partite organizzate dalla Lega B e dalla Lega Pro, in questi casi deve essere costituito il GOS (Gruppo Operativo di Sicurezza). Il coordinatore del GOS è un Ufficiale di Pubblica Sicurezza indicato dal Questore.
L’attività degli steward è programmata dal Delegato per la Sicurezza nel piano operativo (POS), che deve essere approvato dal GOS almeno tre giorni prima dell’incontro.
Il limite minimo di steward deve tenere conto della proporzione 1/250 spettatori rispetto alla capienza certificata dell’impianto e comunque non meno di quanti previsti ed approvati nel POS. In relazione ai profili di rischio della gara e le condizioni strutturali dello stadio, può essere prevista l’implementazione del servizio di stewarding necessario a garantire l’incolumità degli spettatori.

Durante il servizio, gli steward indossano la casacca di colore giallo o arancione. Lo steward è il primo interlocutore dello spettatore ed il punto di contatto in ogni situazione. Per tale motivo è necessaria l’adozione di un codice di condotta comune che significa, fra l’altro, mantenere un atteggiamento cortese e propositivo, non incorrere a linguaggi o gesti intimidatori, essere sempre concentrati sui propri compiti e responsabilità.

Le attività degli steward sono dettagliatamente indicate da decreto ministeriale e comprendono:

  • Bonifica dell’impianto (ispezione preventiva dello stadio per verificare stabilità delle strutture mobili, rimozione eventuali oggetti illeciti o proibiti, verifica degli impianti antincendio e delle uscite di sicurezza, verifica della presenza della cartellonistica informativa)
  • Prefiltraggio – verifica preventiva (presidio varchi d’accesso, verifica del regolare titolo d’accesso da parte degli spettatori e confronto con documento d’identità, verifica della conformità dell’eventuale materiale coreografico, accoglienza e servizio informativo per gli spettatori, controllo e limitazione all’introduzione di oggetti e strumenti illeciti)
  • Filtraggio – accoglienza dello spettatore (presidio varchi d’accesso, regolamentazione dei flussi, assistenza allo spettatore nelle fasi di verifica elettronica del titolo di accesso, assistenza agli spettatori diversamente abili presso gli appositi varchi, direzionamento spettatori verso il settore di appartenenza, controllo e limitazione all’introduzione di oggetti e strumenti illeciti)
  • Controllo degli spettatori con il sistema del pat-down (sommario controllo delle borse, controlli sulla persona anche con l’uso di metal detector portatili)
  • Servizi specifici per prevenire attività illecite (controllo del rispetto del regolamento d’uso, vigilanza dei luoghi e del perimetro delle aree di sicurezza dell’impianto sportivo, osservazione e vigilanza degli spettatori, vigilanza e controllo degli accessi, perimetrazione del terreno di gioco, concorso attivo nelle procedure inerenti alla pubblica incolumità ed alle emergenze, segnalazioni varie al personale di Polizia in servizio)